L’Arte del Design: è questo il fil rouge che accompagna la lunga storia dell’Atelier Fede Cheti dagli Anni Trenta fino ad oggi.

Come Federica Cheti (Savona 1905 – Sant’Ilario 1979) girava il mondo e le città alla ricerca di ispirazioni per i suoi meravigliosi Tessuti d’Arte, che andavano ad impreziosire le più eleganti dimore dalla sua Milano fino a Londra, Parigi e New York, così oggi la sua erede spirituale Alessia Fugazzola osserva le persone, gli oggetti, le architetture, i colori della natura per trasformare intime suggestioni in intuizioni creative.

E Alessia non poteva che dedicarsi anche agli occhiali, sua grande passione fin da ragazzina quando, obbligata all’uso delle lenti, anziché infastidirsene come tipico dell’età ha subito considerato l’occhiale un accessorio di stile, al pari di un vestito o del trucco, mediante il quale disegnare la propria immagine.

“L’occhiale è la prima cosa che si vede guardando una persona negli occhi”: questa frase, condivisa profondamente da Alessia Fugazzola, è stata tra le prime dette da Dante Caretti, guru indiscusso dell’occhialeria di design in Italia e nel Mondo, quando l’ha incontrata per la prima volta per parlare del suo progetto.

Caretti, da subito entusiasta della visione artistica del design incarnata da Fede Cheti, ha contribuito a creare una grande squadra di professionisti al servizio del progetto Eyewear: dalla produzione, affidata alle migliori realtà artigianali produttive di occhiali del Cadore, alla commercializzazione, di competenza della collaudata squadra di MATI’s, alla comunicazione supportata da House264 di Franco Ricchiuti, nome noto nello scenario del Digital Marketing, nonché dal gruppo di lavoro che ruota intorno all’editrice Cristina Frasca.

Tutto è stato pensato nell’ottica di realizzare un prodotto che fosse degno di portare il nobile vessillo dell’atelier milanese Fede Cheti, noto soprattutto per la sua capacità di sperimentare stili, abbinamenti e forme scardinando i cliché tradizionali che fino ad allora avevano governato l’industria del design.

Fede Cheti irrompe sul mercato con una forza dirompente: innanzitutto è una donna, che si intromette nel mondo degli affari e della produzione a quei tempi strettamente riservato agli uomini, poi è un’innovatrice, un’artista che dedica la sua creatività alla produzione industriale, una sperimentatrice del colore che, fino ad allora, non si era mai affacciato al mondo dell’arredo e del design.

Fede crede fermamente che anche la produzione industriale possa abbeverarsi d’arte: i disegni stessi che compongono il suo prezioso Archivio, alcuni dei quali realizzati dai giovani artisti che Fede era solita ospitare nei propri spazi come una novella mecenate (tra i quali ad esempio Giò Ponti, Luciano Fontana, Filippo De Pisis, Renè Gruau, Emmanuel Canovas, etc.) sono oggi costante fonte di ispirazione per Alessia Fugazzola, che ne rilegge i tratti e i colori, ne ricostruisce le ambientazioni e i contesti per declinarli in forme e toni contemporanei.

E così, si è subito compreso che la ricerca costante di Alessia Fugazzola sulle forme e sui colori da applicare ai suoi occhiali è in profonda sintonia con il lavoro di disegno che portava Fede Cheti alla realizzazione dei suoi tessuti, unendo prodotti destinati allora ad abbellire il luogo più amato dai frequentatori del suo salotto-atelier, ed oggi – in un percorso di personalizzazione del design molto attuale – il volto, la persona stessa di chi riconosce nell’occhiale un elemento essenziale e caratterizzante del proprio essere.

Fede Cheti S.r.l. è una azienda di proprietà di Alessia Fugazzola e Nicola Zeni, suo marito, a cui fanno capo i diritti per il controllo del Marchio, i Disegni Originali e la Proprietà Intellettuale del lavoro di Fede Cheti.
Alessia e suo marito Nicola uniscono alla loro attività imprenditoriale un’intensa azione filantropica attraverso le iniziative della Fondazione Italiana Diabete Onlus, da loro fondata nel Settembre 2009, e che nasce con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica, clinica e di base, in collegamento con università, enti di ricerca nazionali ed internazionali e altre fondazioni per trovare UNA CURA DEFINITIVA al Diabete di tipo1.